| | 1. Riassunto | | E' evidente che tra l'agricoltura e l'ambiente esiste una stretta interdipendenza. In realtà' il 50, 5% del territorio totale dell'Unione Europea ha una utilizzazione agricola, mentre soltanto il 27, 9% è destinato alla forestazione. Nell'ultimo decennio la Politica Agricola Comune (PAC) ha favorito la modernizzazione dell'agricoltura europea. In seguito a tale politica gli effetti sull'ambiente sono stati sfavorevoli soprattutto in relazione alle tecniche agronomiche intensive praticate e finalizzate in particolare all'aumento della produzione agricola. Inoltre, l'attuazione di una agricoltura convenzionale, caratterizzata dalla bruciatura delle stoppie e dalla rimozione dei residui colturali, è ancora in atto in molti Paesi dell'Europa, dove gli effetti negativi causati sul suolo, sulla qualità' delle acque, sull'inquinamento atmosferico, sul clima globale, sulla biodiversità e sul paesaggio sono molto evidenti. In Europa, la degradazione del suolo causata dai processi di erosione è, probabilmente, il problema ambientale più' importante in quanto interessa una superficie di circa 157 milioni di ettari(pari al 16% della totale superficie europea e quasi tre volte a quella della Francia). Il tasso medio annuo di erosione del suolo in Europa (17 tonnellate per ettaro per anno) è molto al di sopra di quello medio di formazione (1 tonnellata per ettaro per anno). Molti Paesi della UE sono interessati da questo problema. Nell'area Mediterranea, l'erosione del suolo è molto estesa ed interessa circa il 50-70% della superficie agricola coltivata. L'intensificazione dell'agricoltura convenzionale ha portato ad un incremento della meccanizzazione agricola e soprattutto della profondità d'aratura del terreno negli ultimi 50 anni contribuendo in misura significativa e diretta, all'aumento della degradazione del suolo ed al rischio di processi di desertificazione in aree marginali molto vulnerabili. Il problema dell'erosione del suolo ha notevole influenza sul terreno agrario di zone collinari e montane caratterizzate da elevata pendenza, dove i danni raggiungono anche per le infrastrutture pubbliche circostanti, valori molto elevati. E' stato stimato che il costo della produzione agricola aumenta del 25% ogni anno (pari a53 EUR per ettaro) per effetto dei danni causati dall'erosione del suolo; se si sommano gli aumenti dei costi di produzione agricola a quelli dei danni procurati alle infrastrutture pubbliche, il costo totale annuo per ettaro dovuto all'erosione raggiunge circa 85, 5 EUR. La qualità' dell'acqua è seriamente danneggiata dall'agricoltura convenzionale. Il più' importante contaminante delle acque superficiali è il sedimento proveniente dall'erosione dei suoli agricoli. I sistemi utilizzati nell'agricoltura conservativa limitano significativamente il processo erosivo(>90% la semina diretta;>60% la lavorazione minima) e quindi migliorano significativamente la qualità' delle acque di deflusso superficiale, riducendo il contenuto di sedimento terroso. Inoltre nel deflusso superficiale si riducono gli erbicidi di circa il 70%, l'ossido di azoto dell'85%, il fosfato solubile del 65% ed il deflusso totale del 69% rispetto alla lavorazione convenzionale. L' agricoltura convenzionale, che include la bruciatura delle stoppie e l'aratura profonda, produce un aumento di emissione di CO2 nell'atmosfera e riduce la capacita' di immagazzinamento di C nel suolo. Ciò' si traduce in una diminuzione della sostanza organica del terreno ed in un conseguente aumento della temperatura dell'aria e del riscaldamento globale del pianeta (Effetto serra). Storicamente, la lavorazione convenzionale dei terreni agrari ha portato ad una sostanziale perdita di carbonio C nel suolo( più del 50% in circa20-30 anni di coltivazione). Di converso l'adozione di sistemi conservativi, come la semina diretta sul sodo o la lavorazione minima, riducono notevolmente questo effetto. La biodiversità si riduce significativamente nell'agricoltura convenzionale, in quanto il lungo periodo di tempo durante il quale il terreno resta privo di qualsiasi copertura vegetale non consente alla selvaggina di trovare cibo e rifugio. Mentre, i sistemi di agricoltura conservativa favoriscono la sopravvivenza della selvaggina e di altri animali (piccoli mammiferi, rettili, lombrichi ed altri) in quanto lasciano sulla superficie del terreno i residui colturali che offrono cibo e protezione. L'agricoltura conservativa consiste nell'applicazione di tecniche agronomiche che consentono una migliore gestione del terreno agrario senza produrre sostanziali modifiche alla sua composizione, alla sua struttura ed alla biodiversità, evitando o limitando il processo di erosione superficiale con perdita di fertilità agronomica e conseguente degradazione del suolo. Essa consiste nella semina diretta su terreno non lavorato o lavorato al minimo in superficie, senza interramento dei residui colturali e senza la bruciatura degli stessi, con l'instaurazione di una copertura vegetale consistente in colture erbacee annuali o poliennali o in colture arboree da frutto o forestali. In termini più' generali con le tecniche conservative il suolo è protetto dall'impatto della pioggia ed è meno esposto al deflusso superficiale delle acquee quindi al processo d'erosione; inoltre migliora ed aumenta la formazione di aggregati, con conseguente aumento del contenuto di sostanza organica e della fertilità agronomica globale anche in relazione alla minore compattazione dovuta al passaggio delle macchine agricole. Anche l'inquinamento delle acque superficiali si riduce per il ridotto sedimento, come si riducono le emissioni di CO2 nell'atmosfera, mentre aumenta la biodiversità. Un altro aspetto da considerare è l'economia dell'agricoltura conservativa rispetto a quella convenzionale. Quest'ultima richiede un più' alto investimento nelle macchine agricole e nella loro manutenzione, nonché un maggior consumo di combustibile e manodopera e pertanto risulta molto più costosa rispetto sia alla semina diretta sia alla lavorazione ridotta. Nella gestione degli oliveti la non lavorazione porta ad un risparmio energetico di circa 60-80 litri per ettaro di carburante, mentre nelle coltivazioni annuali tale risparmio è di 31,5 litri per ettaro. Generalmente l'agricoltura conservativa riduce il consumo energetico dal 15 al 50% ed aumenta la resa per input energetico del 25-100%. La ricerca scientifica e tecnologica ha sostenuto da tempo i favorevoli effetti sull'ambiente, sulla convenienza economica e sulla fertilità agronomica del terreno dell'agricoltura conservativa rispetto a quella convenzionale. Nell'ultimo decennio molti paesi (USA, CANADA, BRASILE e ARGENTINA) hanno adottato sistemi di agricoltura conservativa su milioni di ettPË1, mentre in EUROPA l'applicazione di queste tecniche è ancora limitato a poche migliaia di ettari. La UE ha un gran bisogno di cambiare la sua tecnologia agraria per non distruggere la fertilità agronomica del terreno agrario con l'adozione di sistemi convenzionali che non garantiscono la conservazione delle risorse naturali, di cui il terreno è elemento
principale. Inizio
| | 2. Introduzione | | | Nella UE l'importanza delle attività agricole e forestali e la loro influenza sull'ambiente scaturisce dal fatto che il 50% della superficie totale è utilizzata per scopi agricoli, mentre soltanto il 27,9% per quelli forestali. Pertanto è evidente la stretta interdipendenza tra l'agricoltura e l'ambiente (24). La Politica Agraria Comunitaria (PAC) ha favorito la modernizzazione dell'agricoltura nella UE; tuttavia questa modernizzazione è stata quasi sempre accompagnata da effetti negativi per l'ambiente (24). L'agricoltura convenzionale, ancora molto utilizzata in Europa, ha effetti marcati e negativi sul cambiamento globale del clima, sull'inquinamento delle acque superficiali, a causa del trasporto di particelle di terreno fertile ricche in fertilizzanti, in erbicidi e pesticidi, dovuto al processo di erosione, sulla biodiversità e sul paesaggio (24). L'obiettivo di questa relazione è quello di elencare, brevemente, i più importanti problemi ambientali causati dall'agricoltura convenzionale praticata in Europa ed illustrare le possibili soluzioni degli stessi con l'adozione di tecniche agronomiche conservative.
3. Agricoltura convenzionale vs. agricoltura conservativa: aspetti ambientali Generalmente l'agricoltura convenzionale è dannosa per l'ambiente. Essa include la bruciatura delle stoppie dei cereali e di altri residui colturali o l'interramento degli stessi con l'aratura profonda per controllare le piante infestanti e preparare il letto di semina. Queste tecniche determinano compattazione del terreno per il frequente passaggio di macchine agricole, con conseguente effetto sfavorevole sul processo erosivo superficiale dovuto all'acqua o al vento; inoltre incrementano le emissioni di CO2 nell'atmosfera contribuendo cosi al riscaldamento globale del pianta, riducono significativamente il contenuto di sostanza organica nel terreno e la fertilità agronomica dello stesso, nonché la biodiversità degli ambienti agricoli. L'agricoltura conservativa consiste in una serie di pratiche agronomiche che permettono una migliore gestione del suolo, limitando gli effetti negativi sulla sua composizione, sulla struttura, sul contenuto di sostanza organica e sull'entità del processo di erosione e conseguente degradazione. Alcune tecniche che caratterizzano l'agricoltura conservativa sono: la semina diretta su terreno non lavorato o lavorato al minimo, senza bruciatura o interramento dei residui colturali e l'instaurazione di una copertura vegetale costituita da specie erbacee annuali in successione o da specie arboree pluriennali e da specie forestali. Questo tipo di agricoltura, in misura diversa comprende tecniche agronomiche che proteggono il suolo dall'azione erosiva e di trasporto di sedimenti terrosi costituiti da particelle ricche di elementi nutritivi, nonché di prodotti diserbanti e di pesticidi che inquinano le riserve idriche naturali o artificiali. Inoltre l'azione protettiva si esplica anche nel limitare le emissioni di CO2 dal terreno e nel favorire la biodiversità. 3a. Degradazione del suolo A livello mondiale l'erosione del suolo è il principale problema dell'ambiente, nonché' della sostenibilità e della capacita' produttiva dei terreni agricoli. In realtà, quasi un terzo del suolo arabile si è perduto a causa del processo di erosione negli ultimi 40 anni e tale perdita continua a tutt'oggi ad un tasso medio di 10 milioni di ettari all'anno (41). L'erosione del suolo è un problema serio in Europa, che interessa in misura diversa tutti i Paesi (49). Infatti circa 115 milioni di ettari (12% dell'area totale dell'Europa, due volte la Francia) sono interessati da erosione idrica e circa 43 milioni di ettari (4% dell'area totale europea) sono coinvolti dal processo di erosione eolica (39). Circa 25 milioni di ettari sono seriamente minacciati dall'erosione nell'Europa Occidentale ed Orientale (21). La situazione è peggiore nell'area Mediterranea, dove il processo erosivo raggiunge perdite di 20-40 tonnellate per ettaro in un solo evento piovoso, con punte di 100 tonnellate in eventi piovosi di elevata intensità e durata della pioggia (37). In Spagna più' del 50% del terreno agrario è classificato ad alto rischio di erosione (43) e nella parte meridionale la superficie ad alto rischio di erosione raggiunge il 70% (19). In Europa, il tasso medio di erosione del suolo (circa 17 t/ha/anno) supera quello medio di formazione (circa 1 t/ha/anno) (47). Inoltre, l'erosione e la degradazione del suolo in Europa sono in aumento (6, 21) con conseguente incremento del rischio di desertificazione delle aree agricole più' vulnerabili (24). L'intensificazione dell'agricoltura convenzionale (incremento della meccanizzazione agricola e attuazione dell'aratura profonda) negli ultimi 50 anni ha contribuito molto a questo processo, soprattutto nell'Europa Occidentale. La resa nei terreni erosi è minore di quella dei terreni protetti, in quanto l'erosione riduce la fertilità agronomica del terreno e la disponibilità idrica dello stesso. Per esempio, in alcune zone agricole, la resa in prodotto è diminuita dal 9 al 34% a seconda del grado di influenza o della entità del processo erosivo (34). Anche le disponibilità idriche del suolo diminuiscono a causa dell'erosione (38). Per esempio i suoli caratterizzati da una struttura leggera e che sono interessati da alto tasso d'infiltrazione d'acqua, presentano una superficie molto fine dopo la coltivazione con tecniche convenzionali e quindi sono molto soggetti alla formazione di una crosta superficiale subito dopo un evento piovoso; di conseguenza, il tasso di infiltrazione dell'acqua diminuisce significativamente favorendo, così, il deflusso superficiale con conseguente aumento di sedimento terroso (30). L'impiego di fertilizzanti, di erbicidi e l'uso dell'irrigazione contribuiscono a limitare gli effetti negativi dell'erosione, ma hanno allo stesso tempo la potenzialità di creare problemi d'inquinamento delle falde acquifere e di concorrere all'aumento del costo di produzione per gli alti input energetici che danno ai sistemi agricoli. Infatti i costi di produzione aumentano del 25% ogni anno (41). Di converso le tecniche conservative: semina diretta e lavorazione minima riducono i costi di produzione, migliorano la stabilità degli aggregati del terreno, nonché la sua densità apparente e porosità, in seguito alla minore trafficabilità delle macchine agricole (3, 22, 45).  | | Fig. 1. Efficienza (%) della semina diretta su sodo e della non lavorazione sulla riduzione dell'erosione rispetto alla lavorazione convenzionale (aratura) in molti anni in Indiana (USA) (46). | In Europa la causa principale del processo erosivo è la mancanza di residui colturali sulla superficie del terreno durante il periodo invernale piovoso che favorisce l'impatto diretto della pioggia con il terreno con conseguente frantumazione dei grumi e trasporto di particelle solide. L'eccessiva lavorazione del terreno, in particolare quando è abbastanza asciutto crea grossi problemi alla struttura del terreno rendendolo più suscettibile all'erosione (24). La sistemazione del terreno con il terrazzamento e la lavorazione secondo le curve di livello durante gli anni 50 e 60, anche se costosi, hanno contribuito molto a contenere il processo di erosione. Nell'ultimo decennio numerose ricerche scientifiche hanno sostenuto la validità delle tecniche agricole conservative. Questi metodi sono risultati molto efficaci nel ridurre drasticamente il processo erosivo dal 90 al 95% (Fig. 1). 3b. Qualità del suolo La qualità del suolo è strettamente correlata al contenuto in sostanza organica, che è una variabile dinamica in quanto risponde efficacemente ai cambiamenti nella gestione del suolo. A parte le aree caratterizzate da un elevato contenuto in sostanza organica, per eccedenza di letame, la quantità di sostanza organica di molti terreni agrari coltivati in Europa sta diminuendo significativamente a causa dell'agricoltura intensiva moderna (24). Per esempio, il Soil Survey and Land Research Center dell' Inghilterra ha messo in evidenza una riduzione (>4%) del contenuto in sostanza organica dei terreni nei quali veniva praticata l' agricoltura convenzionale e una concomitante diminuzione del contenuto di carbonio C al di sotto del 4% (Fig. 2). Risultati simili sono stati ottenuti da altri gruppi di ricerca, generalmente, in circa 20 anni di lavorazione intensiva; tali risultati evidenziano crescenti perdite di carbonio organico in diversi tipi di terreni agricoli con punte massime di circa il 50% (Fig. 3). Una riduzione del contenuto in sostanza organica del suolo ha effetto sfavorevole sulla struttura e sulla stabilita' degli aggregati, nonché' sulle proprietà' fisiche del terreno, oltre che sulla capacita' di ritenzione idrica, sulle attività biologiche e sulla capacità di scambio di elementi nutritivi. Ciò, nel medio e lungo termine potrebbe causare nel suolo una elevata sensibilità e vulnerabilità ai fattori che determinano il processo di erosione: acqua e vento; nonché alla compattazione, all'acidificazione, alla salinizzazione ed alla degradazione più avanzata che porta alla desertificazione. Di contro, la ricerca scientifica ha dimostrato che il contenuto in sostanza organica del terreno può aumentare significativamente praticando un'agricoltura conservativa che tiene conto delle esigenze nutritive dei terreni agricoli nel rispetto delle leggi ambientali. (Figure 4a e 4b) (28, 29). Il contenuto idrico del terreno è spesso un'importante fattore limitante della produttività agricola, particolarmente quando l'ambiente è arido ed il terreno e secco. Molti autori hanno riportato che le tecniche agronomiche conservative (semina su sodo) incrementano il contenuto idrico del suolo lungo il profilo, rispetto a quelle convenzionali (aratura profonda 40-50 cm.), in particolare negli anni caratterizzati da forte siccità (4). L'uso di lasciare sulla superficie del terreno i residui colturali, riduce l'evaporazione dell'acqua, mentre la lavorazione, in generale la favorisce. salinizzazione ed alla degradazione più avanzata che porta alla desertificazione. Di contro, la ricerca scientifica ha dimostrato che il contenuto in sostanza organica del terreno può aumentare significativamente praticando un'agricoltura conservativa che tiene conto delle esigenze nutritive dei terreni agricoli nel rispetto delle leggi ambientali. (Figure 4a e 4b) (28, 29). Il contenuto idrico del terreno è spesso un'importante fattore limitante della produttività agricola, particolarmente quando l'ambiente è arido ed il terreno e secco. Molti autori hanno riportato che le tecniche agronomiche conservative (semina su sodo) incrementano il contenuto idrico del suolo lungo il profilo, rispetto a quelle convenzionali (aratura profonda 40-50 cm.), in particolare negli anni caratterizzati da forte siccità (4). L'uso di lasciare sulla superficie del terreno i residui colturali, riduce l'evaporazione dell'acqua, mentre la lavorazione, in generale la favorisce.  | | Fig. 2. Evoluzione del contenuto in carbonio organico (%) nello strato superficiale dei terreni coltivati in Inghilterra dal 1980 al 1995. Dati del Centro di Ricerca sul Suolo e sul Territorio (Ministero dell'Agricoltura, Pesca e Alimentazione di Gran Bretagna, 1997, citato in pubblic. 24). |  | | Fig 3. Evoluzione del contenuto di sostanza organica del suolo nei diversi anni di coltivazione convenzionale (Laboreo) (33). | 3c. Qualità' dell'acqua Sedimenti terrosi. Questi sono i più' importanti contaminanti dell'acqua superficiale che inquinano gli ambienti acquatici. Le difficoltà di penetrazione della luce nell'acqua, ricca di particelle terrose, impedisce il regolare svolgimento del processo fonosintattico delle piante acquatiche e determina un sostanziale cambiamento dell'ambiente naturale dei pesci e degli altri organismi viventi (11). Gli altri contaminanti degli ecosistemi acquatici sono in ordine decrescente i seguenti: fertilizzanti chimici, erbicidi, pesticidi, patogeni, materia organica, metalli pesanti ecc. (11) (Fig. 5).  | | Fig. 4a. Effetto di lungo termine (12anni) delle diverse modalità di lavorazione del terreno (semina diretta, lavorazione minima, lavorazione convenzionale) sul contenuto di sostanza organica (primi 50 cm.) Carmona Spagna meridionale) (28). |  | | Fig. 4b. Contenuto di sostanza organica del terreno a due profondita', dopo18 anni di differenti metodi di lavorazione (semina diretta su sodo, discissura, discatura, aratura profonda) nella coltivazione del mais in Ontario, CANADA (29). | I sedimenti terrosi causati dal processo di erosione idrica e trasportati dal deflusso superficiale, presentano le stesse caratteristiche dei suoli erosi. I danni che questi sedimenti possono procurare durante il ruscellamento dell'acqua a valle o lungo le pendici sono rilevanti. Questi includono i danni alle infrastrutture, alle strade, ai basamenti in cemento, alle reti di drenaggio e di irrigazione, ai fiumi, alle dighe, laghi, nonché ai fabbricati ed alle coltivazioni erbacee, arboree e forestali, con conseguenti formazioni franose ed estesi movimenti di massa che rendono vulnerabili le sottostanti zone agricole con gravi danni economici. Si valuta che il 40% delle coste venga danneggiato dal processo di erosione (41). Pertanto estendendo l'impiego delle tecniche conservative, tutta la società ne trarrebbe grande beneficio dalla riduzione dei costi della produzione agricola, che si calcolano in 32 EUR per ettaro; inoltre, se si sommano a questi i costi delle infrastrutture si raggiungono valori annuali molto elevati e che in USA sono di 85, 5 EUR per ettaro per anno (41). I sistemi di agricoltura conservativa riducono significativamente l'erosione del suolo con valori che oscillano tra il 90% della semina diretta al 60% della lavorazione ridotta (46, 9) in confronto alla lavorazione convenzionale; inoltre migliorano la qualità' delle acque superficiali per riduzione dei sedimenti terrosi sciolti in essi. Uso di agrochimici. I fertilizzanti, i pesticidi ed i diserbanti che vengono impiegati nelle zone ad agricoltura intensiva possono contribuire  | | Fig. 5. Contaminanti delle acque superficiali in ordine decrescente (11). | all'inquinamento delle acque superficiali aumentando la concentrazione oltre i limiti consentiti dalle leggi sanitarie. E' ovvio che un'elevata concentrazione di nitrati e di pesticidi può essere dannosa per i pesci, per le piante acquatiche e per tutti gli altri organismi che vivono nell'acqua. L'azoto sotto forma ammoniacale può essere tossico per i pesci, mentre i nitrati ed i fosfati possono favorire lo sviluppo di piante acquatiche e di alghe, accellerando il processo di eutrofizzazione dei laghi, fiumi e mari. I residui colturali lasciati sulla superficie del terreno, che caratterizzano l'agricoltura conservativa, possono svolgere un'azione di intercettazione dei nutrienti e dei pesticidi e renderli nel tempo meno attivi e quindi non dannosi. Con tali tecniche, inoltre si riduce il deflusso superficiale delle acque. Per esempio con la lavorazione ridotta o con la non lavorazione si riduce il passaggio del diserbante nelle acque di drenaggio, così pure i nitrati (>85%) ed i fosfati solubili (>65%) (32). Da un confronto tra i sistemi conservativi e quelli convenzionali è risultato che il deflusso superficiale si riduce del 69% nella semina diretta, la concentrazione degli erbicidi diminuisce del 70% e la quantità di sedimento terroso del 93% rispetto alla lavorazione convenzionale, con conseguente miglioramento della qualità delle acque. (9, 26). Nell'agricoltura conservativa sono richiesti limitati quantitativi di fertilizzanti che vengono distribuiti lungo i solchi al momento della semina o iniettati direttamente nel terreno; ciò minimizza il rischio di dispersione del prodotto per effetto della pioggia o del vento. Il controllo delle erbe infestanti non richiede una elevata quantità di erbicida nell'agricoltura conservativa rispetto a quella convenzionale, anche perché le infestanti non trovano le migliori condizioni di sviluppo e quindi sono facilmente controllate da trattamenti di post-emergenza. Altri metodi di gestione sono la semina a file o una copertura vegetale che esercita un buon controllo delle infestanti. 3d. Emissioni di CO2 e riscaldamento globale del pianeta La temperatura media annuale dell'Europa è aumentata tra 0.3 e 0.6C dal 1990 e modelli climatici prevedono futuri incrementi (24). Le elevate emissioni di CO2 nell'atmosfera, dovute all'uso di combustibili fossili è la causa principale del riscaldamento globale della terra. Generalmente, il problema critico è la stabilizzazione della concentrazione della CO2 nell'atmosfera. Il settore agricolo, a livello mondiale, produce solo un quinto della quantità dei gas che contribuiscono all'effetto serra. L'uomo produce circa il 50-70-% del metano e di ossido di azoto ed il 5% di emissioni di CO2. La deforestazione, la bruciatura delle stoppie odi altri residui vegetali concorrono per il 14%. L'agricoltura convenzionale è uno dei principali fattori del cambio del clima. L'aratura del terreno è la principale causa di emissione della CO2 (35). E' stato dimostrato scientificamente che la lavorazione profonda del terreno è stata una significativa componente dell'aumento della CO2 nell'atmosfera in questi ultimi decenni (35), nelle zone agricole. Storicamente, la lavorazione intensiva dei terreni agricoli ha portato a sostanziali perdite di carbonio organico dal 30 al 50%. Queste perdite di CO2 sono dovute alle fratture del suolo determinate dalle lavorazioni di aratura che facilitano il movimento e l'interscambio della CO2 fuori dal suolo e dell'ossigeno dentro al suolo. L'agricoltura convenzionale con l'aratura profonda per operare l'interramento dei residui colturali, determina nel terreno le condizioni ottimali per l'emissione della CO2; inoltre essa rappresenta un importante fattore che influenza per circa il 20% l'effetto serra, unitamente alle le altre attività agricole (13). Tutto ciò contribuisce al riscaldamento globale del nostro pianeta. Per converso con un'agricoltura conservativa e soprattutto con la semina diretta, il contenuto di C nel suolo aumenta annualmente a dosi di 1 tonnellata per ettaro o di più (2). Nei 17 milioni di ettari sottoposti ad agricoltura conservativa, il Conservation Reserve Programme prevede che il terreno ad alto rischio di erosione deve essere utilizzato esclusivamente a pascolo; in questo modo l'emissione di CO2 nell'atmosfera viene contenuto per circa il 45%. (27). Di conseguenza su basi scientifiche molto solide sono emerse insistenti opinioni a favore di una maggiore diffusione dell'agricoltura conservativa per prevenire e limitare le perdite di CO2 nell'atmosfera dal terreno e contemporaneamente aumentare il contenuto di C (35, 40, 42); pertanto meno si lavora il terreno e più carbonio viene immagazzinato nel suolo, contribuendo, così, all'aumento della sostanza organica che nel lungo periodo aumenta la fertilità agronomica e riduce le emissioni di CO2 nell'atmosfera. I terreni con elevato contenuto in sostanza organica conservano la produttività e riducono l'inquinamento dell'acqua, per limitato sedimento e per maggiore capacità di infiltrazione. Valutazioni effettuate suggeriscono che il 100% della riconversione agricola verso sistemi conservativi limiterebbe le emissioni di CO2 nell'atmosfera con conseguente effetto mitigatore delle emissioni di CO2 proveniente dalla combustione dei fossili, pari al 4,1% del totale quantitativo prodotto dall'uomo in Europa ed all'0,8% del totale annuo di CO2 causata dall'uomo nel mondo (44). 3e. Biodiversità Aumento della fauna. L'agricoltura convenzionale tiene il suolo nudo per un lungo periodo di tempo; questo ambiente non è favorevole alle esigenze di molte specie di uccelli che non trovano rifugio e possibilità di nidificare. Viceversa i sistemi di gestione agricola che prevedono il rilascio di residui colturali, creano alimento e rifugio per molti animali durante il periodo critico della loro vita. Da ciò' si deduce che con l'agricoltura conservativa prosperano un gran numero di uccelli, mammiferi, rettili, lombrichi ed altri. Per esempio è stato dimostrato in numerose ricerche che nelle zone agricole non lavorate si trova una maggiore diversità di specie animali soprattutto durante la stagione degli accoppiamenti che trovano rispondente alle loro esigenze questi ambienti agricoli gestiti in modo più conservativo e naturale (48). Fauna del suolo. Comprende un gran numero di specie di organismi, da quelli microscopici come i batteri (pari a 3 miliardi per grammo di terreno) ai lombrichi lunghi 20 cm ed in numero pari a 9.5 milioni per ettaro (41). La maggior parte delle specie che costituiscono la fauna del terreno sono favorevoli alla fertilità del terreno, in quanto contribuiscono, in misura diversa, alla formazione del suolo, alla mobilitazione dei nutrienti, al controllo biologico degli organismi nocivi. In definitiva l'agricoltura conservativa permette lo sviluppo di una più stratificata struttura del suolo, che sostiene una maggiore quantità e diversità di organismi nel terreno come i microrganismi, i nematodi, i batteri, i lombrichi, i microartropodi ecc. (36, 50). Inizio
| | | 4. Agricoltura convenzionale vs. agricoltura conservativa: aspetti economici | | Nell'agricoltura convenzionale le lavorazioni del terreno richiedono input molto elevati, come investimenti in macchine agricole e loro manutenzione, combustibile e manodopera, di contro l'agricoltura conservativa, ed in particolare la semina diretta su terreno non lavorato richiede bassi input. Per esempio un oliveto non lavorato richiede circa 60-80 litri di combustibile e 3-5 ore di lavoro per ettaro e per anno in confronto ad un oliveto lavorato convenzionalmente (10). Generalmente, l'agricoltura conservativa riduce il consumo di energia per le operazioni aziendali e aumenta l'energia produttiva che per ogni input energetico passa dal 15 al 50% ed in alcuni casi dal 25 al 100% rispettivamente. La semina diretta richiede una sola operazione ed un unico e leggero passaggio di macchina per la semina, contro le due o più lavorazioni praticate prima della semina nell'agricoltura convenzionale. Ciò porta ad una sensibile riduzione dei costi pari a 97 EUR per ettaro per anno (41). Ciò è pari a circa 1950 EUR per un'azienda di 200 ettari. La semina diretta consente anche un risparmio annuale di carburante pari a 31, 5 litri per ettaro in confronto alla lavorazione convenzionale. Questa diminuzione dei costi dell'agricoltura conservativa normalmente compensa i difetti propri delle tecniche conservative (per esempio l'applicazione specifica di erbicidi, l'acquisto della seminatrice per la semina diretta sul sodo). L'annuale riduzione dei costi della semina diretta a confronto con quella convenzionale è di circa 40-60 EUR per ettaro nel Sud-Europa (1); tuttavia, in alcune zone gli agricoltori che adottano tecniche conservative sono fortemente motivati dalla riduzione dei costi di produzione. Questo è chiaramente il caso di regioni geografiche, dove la coltivazione non è molto soggetta al processo di erosione e nei Paesi in cui l'agricoltura non è sostenuta dal Governo, come l'Argentina ed il Brasile. In molte altre situazioni il diretto beneficio derivante dalla pratica di sistemi conservativi è sostenuto oltre che dalla riduzione dei costi di produzione, anche da un concetto etico di salvaguardia dell'ambiente e delle risorse naturali per le generazioni future.  | | Fig. 6. Agricoltura conservativa in coltivazioni annuali a livello mondiale nel 1997 (Totale = 47 milioni di ettari) (18). . |  | | Fig. 7. Andamento dell'agricoltura conservativa in USA (18), semina diretta (----) ), agricoltura convenzionale (-----). |  | | 5. Stato attuale dell'agricoltura conservativa nel mondo | | A livello mondiale, le modalità di sviluppo dell'agricoltura conservativa sono state diverse in questi ultimi quindici anni (Fig. 6). Con riferimento alle colture annuali, che sono praticate dal 1996 su 78 milioni di ettari e continuano a diffondersi sempre di più (18) la tecnica della semina diretta, che nell'agricoltura conservativa rappresenta la migliore tecnica ecocompatibile è aumentata negli ultimi 10 anni passando da 6 a 47 milioni di ettari nel mondo. Gli USA è stato il Paese pioniere o lo è a tutt'oggi, il primo per estensione con 18.5 milioni di ettari, nell'agricoltura conservativa (chiamata lavorazione conservativa con riferimento alle colture annuali). Il forte supporto delle amministrazioni negli USA, mediante azioni economiche e politiche (farm bill, 1985, 1990, 1996), ha consentito lo sviluppo dell'agricoltura conservativa. Nel 1997 il 37 % dei 120 milioni di ettari veniva coltivato usando queste tecniche e mantenendo sopra il 30% il suolo conresidui vegetali che ha portato ad una diffusione del 37 % (18 milioni di ettari coltivati con semina diretta). Altri paesi pionieri dell'agricoltura conservativa sono l'Australia, il Canada, il Brasile e l'Argentina. Va precisato che in questi due ultimi paesi l'Agricoltura non è sostenuta economicamente dal governo e la semina diretta è aumentata da pochi migliaia di ettari del 1992 a 7 milioni di ettari al 1998. Sfortunatamnente l'agricoltura conservativa in Europa e poco sviluppata (1-2%). Attualmente la Francia e la Spagna sono i paesi europei dove queste tecniche conservative sono praticate di più su di una superficie rispettivamente di 1 milione di ettari la prima e 600 mila la seconda. Tuttavia la validità di questi sistemi è stata ben evidenziata in più situazioni agricole europee. Inizio
| | 6. Politica agro-ambientale della UE ed agricoltura conservativa | | Molti importanti documenti europei hanno chiaramente evidenziato lo stato dell'ambiente e i problemi connessi con l'agricoltura, nonché la necessità di dare una soluzione agli stessi. Molto brevemente qui di seguito si riportano gli stati di avanzamento di alcuni interventi: 6a. Agricoltura ed Ambiente, Direzione Generale VI (D6 VI), (Commissione Europea (16) Gli agricoltori sono coscienti della necessità di proteggere l'ambiente, perché molta parte dei loro interessi presenti e futuri, si basano sulla conservazione delle risorse naturali. In materia di conservazione dell'ambiente è molto sentito il problema di evitare il deterioramento e la degradazione del suolo che può raggiungere stadi avanzati di degenerazione, e che non è più possibile recuperare come per esempio la desertificazione. La protezione dell'ambiente e la conservazione della natura, creano un lavoro extra e dei costi aggiuntivi per l'agricoltore, ma come può essere ben dimostrato in altri settori un piccolo intervento economico per l'ambiente è pregiudizievole; dobbiamo considerare che questi interventi che gli agricoltori svolgono per l'ambiente debbano essere adeguatamente compensati dalla società che ne trae beneficio dalle misure conservative ed ambientalistiche che essi esercitano. 6b. 5° Programma di azione ambientale della commissione europea (CE) (15) L'agricoltura conservativa contiene, comprende, riunisce, suggerimenti che sono riportati nel V programma di azione ambientale della Commissione Europea (CE) «Azione di sostenibilità (1%) ciò che si prospetta in uno dei cinque settori chiave (agricoltura) nella strategia di questo programma è quello di dare soluzioni a tre dei sette principali temi chiave delle aree campione: cambiamento del clima, gestione delle risorse idriche, protezione della natura e delle biodiversità. Anche nello stato di avanzamento sulla attuazione di questo programma, approvato il 19 gennaio 1996, una dalle conclusioni nel settore della agricoltura è che le autorità pubbliche degli stati membri insieme con gli agricoltori, con le organizzazioni industriali di prodotti chimici e con le organizzazioni non governative (NGO) dovranno promuovere la diffusione e la convenienza delle tecniche estensive di agricoltura sostenibile: queste azioni dovranno essere sostenute a livello europeo. 6c. Agenda 2000: Politica agraria comunitaria vs. strumenti Agro-ambieltali (25) Attualmente, «trasferire nella pratica le normative comunitarie in materia di ambiente» sono queste le strade da seguire. Dal 15 luglio 1997 la Commissione ha adottato un pacchetto di misure chiamate «Agenda 2000» (25). Questa è la chiave strategica del documento nel quale la commissione vorrebbe sviluppare le politiche comunitarie a partire dall'anno 2000. Tra queste misure la futura riforma della politica agraria comunitaria (PAC). Ciò comporta che negli anni prossimi un importante ruolo sarà svolto da tecniche agro-ambientali per prevenire e sostenere uno sviluppo ecocompatibile delle aree agricole e rispondere poi alla crescente domanda della società per i servizi dell'ambiente; misure finalizzate a sostenere e migliorare la qualità dell'ambiente saranno rinforzate ed estese. Nel rispetto della migliore integrazione dell'ambiente nelle organizzazioni dei mercati comunitari, la commissione farà una proposta agli stati membri di provvedere direttamente al pagamento condizionato al rispetto delle norme ambientali. Tuttavia le misure agro-ambientali saranno rinforzate ed incoraggiate tramite l'incremento delle risorse finanziarie e, dove necessario, con elevate quote di co-finanziamento. 6d. COM (98) 353 (14) e Protocollo di Kyoto (34) Come è stato stabilito nella commissione COM (98) 353 della commissione « la CO2 è al momento il gas più importante che contribuisce all'effetto serra». La quantità di gas emessa è approssimativamente dell'80% dell'impatto potenziale che i gas hanno sul riscaldamento globale del pianeta. L'agricoltura conservativa può aiutare a mettere in pratica quello che è stato stabilito nulla comunicazione COM /98/3532 della commissione per la strategia-sviluppo di un effettivo cambio di clima considerando il protocollo di Kyoto che specifica «che le emissioni di CO2 possono diminuire includendo boschi e suoli agricoli così da contribuire a ridurre il riscaldamento globale». 6e. Ambiente Europa: il secondo intervento Questa pubblicazione rivolge particolare attenzione ai problemi agro-ambientali e uno specifico capitolo sulla «degradazione del suolo». Tuttavia, l'agenzia europea per l'ambiente chiaramente riconosce che «la degradazione del suolo è un problema chiave in Europa nel quale lo stesso sviluppo delle politiche e lo sfavorevole sviluppo dello stato dell'ambiente lo hanno determinato negli anni passati» (p. 16) e che l'erosione del suolo e la degradazione rimane un serio problema in estese aree, particolarmente nell'area mediterranea». Piccoli progressi sono stati raggiunti nella conservazione del suolo, in altre aree particolare attenzione è stata portata nel Programma Europeo per l'Ambiente (EPE) recupero danni gravi (p. 20). Pertanto si è stabilito che la maggiore parte del progresso idoneo a ridurre la pressione negativa che si esercita sull'ambiente si è conseguito nelle zone dove è stato effettuato un programma di difesa efficiente a livello internazionale. In assenza di un programma nuovo PAN-Europeo per esempio per la degradazione del suolo, si é ritardato il possibile progresso nonché la identificazione della soluzione di questi problemi (7). Purtroppo su tale capitolo dedicato alla degradazione del suolo non sono state elaborate considerazioni chiare e specifiche che includano le tecniche di agricoltura conservativa, non essendoci stata una proposta di soluzione reale del problema. 6f. Direttive per un' agricoltura sostenibile (1999) (15, 17) In questo recente documento dell'agenda 2000 si menziona una serie di proposte fatte dalla commissione e dirette all'integrazione dell'ambiente in agricoltura. Pertanto, l'agricoltura sostenibile viene considerata come un obiettivo dentro il trattato di Amsterdam della UE. A questo proposito i commissari dell'agricoltura e dell'ambiente hanno stabilito che «la UE ha necessità di definire le relazioni tra l'agricoltura e l'ambiente per avere una agricoltura sostenibile. Essi hanno elaborato un'analisi e fatto dei commenti specifici sui problemi ambientali derivanti dalle attuali pratiche agricole incluso la quantità dell'acqua (nitrati e fosfati) l'uso della terra e del suolo (erosione e degradazione) le effettive misure di controllo delle erosioni nei sistemi di produzione, dei residui colturali, e quant'altro. Inizio
| | 7. Commenti finali e conclusioni | | In Europa, l'erosione e la degradazione del suolo e gli altri problemi assimilabili che derivano dalla pratica dell'agricoltura convenzionale sono molto importanti. Fino ad oggi la PAC non ha sostenuto efficacemente la diffusione di pratiche agricole compatibili con l'ambiente. Alla luce della tecnologia disponibile l'agricoltura conservativa può contribuire efficacemente alla soluzione dei problemi ambientali che incidono gravemente su estese zone agricole europee come: l'erosione e la perdita della capacità produttive dei suoli, la contaminazione delle acque superficiali, l'emissione di CO2 nell'atmosfera con il conseguente effetto sul riscaldamento globale del pianeta e la diminuzione delle biodiversità. E' necessario che gli agricoltori europei conoscano e si convincano della necessità di adottare una agricoltura conservativa molto diversa da quella convenzionale ultimi praticata durante questi decenni e che degrada il suolo intensamente. Per esempio la possibilità di cambiare la tendenza e di apprendere nuove tecniche, come il controllo delle malerbe, la semina diretta e la riorganizzazione del parco macchine è indispensabile per attuare correttamente tecniche conservative. Tuttavia è necessario un grande sforzo nel settore amministrativo per trasferire la tecnologia nelle amministrazioni europee, nelle imprese private e nelle organizzazioni degli agricoltori. L'agenda 2000 dovrà essere il punto di riferimento per dare inizio all'integrazione reale delle pratiche agricole ecocompatibili nella politica Agraria Comunitaria (PAC). Sebbene l'inizio non sarà facile, la nuova PAC dovrà contemplare la pratica dell'agricoltura conservativa perché normalmente si possono conciliare o integrare le necessità economiche e quelle ambientali dell'agricoltura europea.
| | 8. Bibliografia | | (1) Arnal, P. 1997. Instituto deTecnología y Gestión Agraria (ITGA), Pamplona, Navarra, Spain (comunicación personal). (2) Arrúe, J. L. 1997. Effect of conservation tillage in the CO2 sink effect of the soil, pp 189-200. En: L. García-Torres y P. González-Fernández (eds. ), Agricultura de Conservación: Fundamentos Agronómicos, Medioambientales y Económicos, Asociación Española Agricultura de Conservación/Suelos Vivos (AEAC/ SV), Córdoba, España, pp. 372. (3) Ball B. C. , Tebrügge F. , Satori L. , Giráldez J. V. , González P. 1998. Influence of no-tillage on physical, chemical and biological soil properties, p. 7-27. In: Tebrügge F. & Böhrnsen A. (eds): Experience with the application of no-tillage crop production in the West-European countries. Final Report of Concerted Action No Air3-CT93- 1464. Fachverlag Köhler, Giessen, Germany. (4) Berengena, J. 1997. Effect of tillage system in soil water content, pp 53-73. Agricultura de Conservación: Fundamentos Agronómicos, Medioambientales y Económicos, Asociación Española Agricultura de Conservación/Suelos Vivos (AEAC/ SV), Córdoba, España, pp. 372. (5) Best, L. B. 1995. Impact of tillage practices on wild life habitat and populations, p. 53-55. In: Farming for a Better Environment, a White Paper, Soil and Water Conservation Society, Ankeny, Iowa, USA, pp. 67. (6) Blum, W. E. H. 1990. The challenge of soil protection in Europe. Environmental Conservation, 17, 72-74. (7) Bull, L. & C. Sandretto. 1995. The economics of agricultural tillage systems, pp. 35-37. In: Farming for a Better Environment, a White Paper, Soil and Water Conservation Society, Ankeny, Iowa, USA, pp. 67. (8) Bradley, J. F. 1995. Herbicide usage for weed control in conservation tillage, p. 24-25. In: Farming for a Better Environment, a White Paper, Soil and Water Conservation Society, Ankeny, Iowa, USA, pp. 67. (9) Brown L. , G. V. Donaldson, V. W. L. Jordan, J. B. Thornes. 1996. Effects and interactions of rotation, cultivation and agrochemical input levels on soil erosion and nutrient emissions. Aspect of Applied Biology 47, Rotations and Cropping Systems, 409-412. (10) Castro, J. 1999. Department of Olive Crop, Agrarian Research Service of Andalusia, Spain (comunicación personal). (11) Christensen B. , J. M. Montgomery, R. S. Fawcett and D. Tierney. 1995. Best management practices for water quality. Conservation Technology Information Center, West Lafayette, Indiana, USA, 3 pg. , (12) Cole, C. V. 1996a. Agricultural options for mitigation of greenhouse gas emissions. Chapter 23. p. 745-771. In «Climate Change 1995: Impacts, Adaptation and Mitigation of Climate Change: Scientific Technical Analyses», IPCC Working Group II, Cambridge University Press, UK. (13) Cole, C. V. 1996b. Intergovernmental Panel on Climate Change. 1995. Agricultural options for mitigation of greenhouse gas emissions IPCC Workgroup II. Chapter 23, Washington, D. C. (14) Commission of the European Communities. 1999. Environmental Action Program, COM (1998), 353, Brussels, 12. 01. 1999, (http://www. europa. eu. int/comm/) (15) Commission of the European Communities. 1999. Directions towards sustainable agriculture, COM (1989), 22 final, Brussels 17. 01. 1999 (http://www. europa. eu. int/comm/dg06/envir/ 9922/9922-en. pdf) (16) Commission of the European Communities, Directorate General VI, 1999. Agriculture and Environment, Brussels, 17. 01. 1999, (http://www. europa. eu. int/ comm/dg06/envir/en/ index. htm). (17) Commission of the European Communities. 1999. Directions towards sustainable agriculture COM (99) 22 final, IP/99/48, CB-CO-99-047-EN-C, Luxembourg, 30 pp. (18) Conservation Technology Information Center, CTIC, 1997 & 1998. Newsletters, University of Purdue/ West Lafayettte, Indiana, EE. UU. ) (19) Consejería de Medio Ambiente, Junta de Andalucía. 1997. Datos Básicos sobre Medio Ambiente, 23, Seville, 1996 (20) Davidson, E. A. and I. L. Ackerman, 1993; Changes in soil carbon inventories following cultivation of previously untilled soils. Biogeochemistry, 20: 161-193. (21) De Ploey, J. A. , A. Imeson and L. R. Oldeman. 1991. Soil erosion, soil degradation and climatic change. p. 275-292, chapter 12. In: Land Use Changes in Europe, F. M. Brower, A. J. Thomas and M. J. Chadwick (editors), Kluwer Academic Publisher, London. (22) Ehlers, W. 1997. Optimizing the components of the soil water Balance by reduced and no-tillage, p. 107-118. In: Tebrügge F. & Böhrnsen A. (eds): Experience with the application of no-tillage crop production in the West-European countries. Proceedings of the EC-Worshop III, Evora, Portugal. Wissen. -Fachverlad Dr. Fleck, Giessen, Germany. (23) Ernstsen, V. , J. Jensen, S. E. Olesen, R. Sidleet. 1995. Scoping study on establishment a European Topic Centre for Soil. Geological Survey of Denmark, Service Report no. 47. (24) European Environment Agency. 1998. Soil Degradation, chapter 11, p. 231-246. ; chapter 2, climate change, p. 37-59. In: Europe´s Environment: The Second Assessment, Elsevier Science Ltd. , pp. 293. (25) European Union, Agenda 2000 Communication of the Commission DOC 97/6, Strasbourg, 15. July. 1997, Vol. 1 (26) Fawcett, R. S. 1995. Agricultural tillage systems: impacts on nutrient and pesticide runoff and leaching, p. 415-50. In: Farming for a Better Environment, A White Paper, Soil and Water Conservation Society, Ankeny, Iowa, USA, pp. 67. (27) Gebhart, D. L. , Johnson H. S. , Mayeux, and H. W. Polley. 1994. The CPR increase soil carbon. Journal of Soil and Water Conservation, 49: 488-492 (28) González-Fernández, P. 1997. Effect of soil tillage on organic matter and chemical properties, p. 43-49. Agricultura de Conservación: Fundamentos Agronómicos, Medioambientales y Económicos, Asociación Española Agricultura de Conservación/Suelos Vivos (AEAC/ SV), Córdoba, España, pp. 372. (29) Gregorich, E. G. , D. A. Angers, C. A. Campbell, M. R. Carter, C. F. Drury, B. H. Ellert, P. H. Groenevelt, D. A. Holmstrom, C. M. Monreal, H. W. Rees, R. P. Voroney, and T. J. Vyn. 1995. Changes in soil organic matter. Ch. 5. En: D. F. Acton and L. J. Gregorich (eds. ), The Health of Our Soils. Toward sustainable agriculture in Canada, CLBRR Research Branch, Publication 1906/E, Agriculture and Agri-Food Canada. (http://res. agr. ca/CANSIS/PUBLICATIONS/HEALTH/_overview. html). (30) Harrod, T. R. 1994. Runoff, soil erosion and pesticide pollution in Cornwall. In: Rickson, R. J. (edit. ) 1994. Conserving soil resources, CABI, Oxford, U. K. (31) Hernánz-Martos J. L. and V. Sánchez-Girón, 1997. Use of energy as affected by tillage systems, p. 245-256. Agricultura de Conservación: Fundamentos Agronómicos, Medioambientales y Económicos, Asociación Española Agricultura de Conservación/Suelos Vivos (AEAC/ SV), Córdoba, España, pp. 372. (32) Jordan, V. W. L. and J. A. Hutcheon. 1997. Alternative farming method (arable): a study of the effect of an integrated arable management system on level of herbicide and nutrients reaching «controlled waters». Journal Environment Agency, Bristol, UK, Technical Report No. P17, 65 pp. (33) Kinsella, Jim. 1995. The effect of various tillage systems in soil compaction, p. 15-17. In: Farming for a Better Environment, A White Paper, Soil and Water Conservation Society, Ankeny, Iowa, USA, pp. 67. (34) Kyoto Protocol/ United Nations. 1998. Framework Conventions on Climate Change, http:// www. un/ccc. de/ (35) Lal R. 1997. Residue management, conservation tillage and soil restoration for mitigating greenhouse effect by CO2-enrichment. Soil & Tillage Research. 43(1-2):81-107, 1997 (36) López-Fando, C. and A. Bello-Pérez. 1997. Effect of tillage systems on soil biology, p. 203-221. Agricultura de Conservación: Fundamentos Agronómicos, Medioambientales y Económicos, Asociación Española Agricultura de Conservación/Suelos Vivos (AEAC/ SV), Córdoba, España, pp. 372. (37) Morgan, R. P. C. , 1992. Soil erosion in the Northern countries of the European Community. EIW Workshop. Elaboration of a framework of a code of Good Agriculture Practices, Brussels, 21-22 May, 1992. (38) National Resources Conservation Service, United States Department of Agriculture. 1998. Effect of Soil Erosion on Soil Productivity and Soil Quality, Technical Note no. 7, Soil Quality Institute, Auburn, Alabama, USA. , p. 4. (39) Oldeman, L. R. , Hakkeling R. T. A. and W. G. Sombroek, 1991. Word Map of the status of human-induced soil degradation, and explanatory note (2nd. Edition), Global Assessment of Soil Degradation (GLASOD), ISRIC, Wageningen, The Netherlands. (40) Pautian, K. , Cole CV. , Sauerbeck D. , Sampson N. 1998. CO2 mitigation by agriculture: An overview, Climatic Change 40(1):135-162, 1998 (41) Pimentel, D. , C. Harvey, P. Resosudarmo, K. Sinclair, D. Kurz, M. McNair, S. Crist, L. Shpritz, L. Fitton, R. Saffouri, R. Blair. 1995. Environmental and economic cost of soil erosion and conservation benefits. Science, 267, 1117-1123. (42) Reicosky, D. C. 1995. Impact of tillage on soil as a carbon sink p. 50-53. In: Farming for a Better Environment, A White Paper, Soil and Water Conservation Society, Ankeny, Iowa, USA, pp. 67. (43) Secretaría de Medio Ambiente, Ministerio de Obras Públicas y Urbanismo (MOPU) 1991, Informe Proyecto Lucdeme, Madrid. (44) Smith, P. , Powlson DS. , Glendining MJ. , Smith JU. 1998. Preliminary estimates of the potential for carbon mitigation in European soils through no-till farming. Global Change Biology 4(6):679-685, 1998 (45) Tebrügge, F. 1993. Soil management-The environmental implication of tillage systems, p. 101-114. In: Jordan V. W. L. (ed): Scientific basis for codes of good agriculture practice. Agriculture Report EUR 14957 EN, Brussels. (46) Towery, D. 1998. No-till´s impact on water quality, p- 17-26. In: 6th Argentine National Congress of Direct Drilling (in Spanish AAPRESID), Mar de Plata, Argentina, p. 17-26. (47) Troeh, F. R. and L. M. Thompson. 1993. Soils and soil fertility, Oxford University Press, New York. (48) Valera-Hernández F. , P. J. Rey-Zamora, A. M. Sánchez-Lafuente, J. M. Alcántara Gámez. 1997. Effect of tillage systems on birds. Agricultura de Conservación: Fundamentos Agronómicos, Medioambientales y Económicos, Asociación Española Agricultura de Conservación/Suelos Vivos (AEAC/ SV), Córdoba, España, pp. 372. (49) Van Lynden, G. W. J. , 1995. European soil resources. Current status of soil degradation, causes, impact and need for action. Council of Europe Press. Nature and Environment, no 71. , Strasbourg, France. (50) Zaborski, E. R. & B. R. Stinner, 1995. Impact of soil tillage on soil fauna and biological processes, p. 13-15. In: Farming for a Better Environment, A White Paper, Soil and Water Conservation Society, Ankeny, Iowa, USA, pp. 67. Inizio
| | Allegato 1. Modalità dell'Agricoltura Conservativa | | Semina diretta: il suolo deve essere lasciato possibilmente coperto dalla fase di raccolta sino alla semina successiva ed indisturbato, fatta eccezione per l'eventuale intervento di fertilizzazione e diserbo. La semina dev'essere eseguita con apposite seminatrici dotate di elementi a dischi, falcioni o scalpelli ed appositi erpici. Il controllo delle specie infestati dev'essere eseguito prima della semina con erbicidi ad azione di contatto e residuale a basso impatto ambientale. Se necessario possono essere impiegate alcune colture idonee a garantire un controllo per la gestione integrata delle infestanti. Questa tecnica rappresenta la migliore soluzione per l'ambiente in cui vengono coltivate le specie annuali. Coltivazione su solchi (ridge-till): il soulo non viene modificato dopo la raccolta sino alla succesiva semina ad eccezione per l'eventuale distribuzione del fertilizzante di fondo. Il letto di semina è preparato su solchi mediante appositi elementi lavoranti, rigidi, flessibili o a dischi. I residui della coltura precedente vengono rilasciati in siperficie e tra i solchi. Il controllo delle erbe infestanti è eseguito con appositi erbicidi sistemici. I solchi costituiti prima della semina vengono ripristinati durante la coltivazione per garantire le identiche condizioni di crescita e sviluppo della specie coltivata. Coltivazione su residui colturali/concimazione ridotta/coltivazione minima: il terreno è preparato prima della semina con l'impiego di speciali attrezzature provviste contemporaneamente di elementi rigidi, dischi, erpici fissi e/o rotanti e rulli. Il controllo delle specie infestanti avviene mediante la distribuzione di erbicidi ad azione sistemica con effetto residuale. Nella «semina diretta», il suolo non viene laborato, se non in alcuni determinati casi, immediatamente dopo la raccolta per incorporare parzialmente i residue colturali e favorire la germinazione dei semi delle specie infestanti ed anche per garantire una uniforme copertura del suolo durante il periodo intercorrente tra il raccolto e la semina succesiva; il controllo chimico con erbicidi a basso impatto ambientale e la sucessiva in un solo passaggio avviene con apposite seminatrici non convertibili, fornite di elementi distributori independienti. Colture di copertura: consiste nella semina di alcune specie o nella gestione controllata della vegetazione spontanea, tra file di alberi o nel periodo di tempo intercorrente tra due colture annuali in successione, quale tecnica agronomica di prevenzione dei processi di erosione del suolo e per gestire in modo razionale la flora infestante. Le coltivazioni di copertura prevendono generalmente l'applicazione di erbicidi sistemici ad azione residuale a basso impatto ambientale.
| |