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Costituzione dell'ECAF

L'ECAF (Federazione Europea Agricoltura Conservativa) è stata costituita a Bruxelles il 14 gennaio 1999. L'ECAF è una Federazione senza fini di lucro, soggetta alle leggi belghe e comprende le Associazioni di Agricoltura Conservativa dei seguenti Paesi europei:

  • Asociacion Espanola de Agricultura de Conservacion (AEAC.SV) SPAGNA
  • Associazione Italiana per la Gestione Agronomica e Conservativa del Suolo (A.I.G.A.Co.S) ITALIA
  • Association pour la Promotion d'une Agriculture Durable (APAD) FRANCIA
  • Associacao Portuguesa de Mobilizacao de Conservacao do Solo (APOSOLO) PORTOGALLO
  • Gesellschaft fur Konservierende Bodenbesirbeitung e. V. (GBK) GERMANIA
  • United Kingdom Soil Management Initiative (SMI) GRAN BRETAGNA

Gli obiettivi dell'ECAF sono:

  • Promuovere, riunire e rendere note informazioni e innovazioni tecnologiche a imprenditori agricoli, tecnici agrari, società di servizi e di produzione, agevolare scambi di informazioni tra persone ed organizzazioni sulle tecniche necessarie per preservare e conservare il suolo agrario e la biodiversità nell'ampio contesto dell'agricoltura sostenibile.
  • Favorire lo sviluppo, la formazione e la ricerca sotto ogni aspetto legato all'agricoltura conservativa e alla biodiversità del suolo agrario.
  • Informare, collaborare e contattare organizzazioni nazionali ed internazionali, con obiettivi collegati e complementari.
  • Promuovere azioni atte a sostenere la ricerca e migliorare le pratiche agronomiche riguardanti tutti gli aspetti biologici e fisiologici per preservare la capacità produttiva del suolo e la sua naturale biodiversità.
  • Informare le varie amministrazioni sulle innovazioni tecnico­scientifiche riguardanti le pratiche agronomiche, l'agricoltura conservativa, i benefici socio­economici ed ambientali e le notizie generali dall'ECAF e dalle Associazioni Nazional

 

Foto 1. Consiglio dell'ECAF nella fase di costituzione.

Le attività e i programmi dell'ECAF comprendono:

  • Studi tecnici, socio­economici ed ambientali relativi all'erosione ed in generale alla degradazione dei suoli agrari.
  • Pubblicazione di bollettini, comunicazioni, relazioni tecniche, libri e scambi di documentazioni ed informazioni tra i suoi membri ed altre organizzazioni nazionali ed internazionali, per facilitare le conoscenze, i progressi e i risultati dell'agricoltura conservativa quali tecniche idonee a beneficio della protezione delle risorse naturali, soprattutto in relazione all'uso del suolo ed alla contaminazione delle acque. La Federazione renderà disponibili dei bollettini periodici come mezzo di comunicazione e diffusione tra i propri membri. Sponsorizzerà anche articoli, monografie o pubblicazioni tematiche di ogni genere sugli aspetti riguardanti i propri fini, attraverso tutti i mezzi di comunicazione che riterrà più appropriati ed opportuni.
  • Organizzazione di assemblee nazionali ed internazionali, seminari, congressi e programmi di formazione riguardanti l'agricoltura conservativa.
  • Instaurazione di accordi di collaborazione con organizzazioni, istituzioni ed aziende che abbiano scopi ed obiettivi omologhi a quelli dell'ECAF.
  • Programmazione di tutte quelle azioni necessarie a raggiungere gli obiettivi fondamentali dell'ECAF.

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Degradazione del suolo in Europa. Questo e'il problema

Fonte:
Elsevier Scientifico Europeo Ltd.

L'ambiente in Europa: La Seconda Stima.
Capitolo 11: La degradazione del suolo.

Erosione idrica ed eolica del suolo

L'erosione è un fenomeno in continua evoluzione che si manifesta in molte aree coltivate con evidenti processi di degradazione del suolo, particolarmente gravi in alcune parti d'Europa (Blum, 1990; Ernstsen, 1995). L'intensificazione agricola da più di 50 anni ha contribuito sostanzialmente ad accelerare questa tendenza, particolarmente nell'Europa occidentale. L'intensificarsi della meccanizzazione, l'aratura su pendii ripidi, l'esclusione del prato dagli avvicendamenti colturali, lo sfruttamento eccessivo dei pascoli e le bonifiche dei terreni hanno contribuito a questo processo. Anche l'eliminazione delle siepi di confine, dei muri e dei recinti per fare spazio ai campi coltivati e alle attività agricole più intensive, hanno determinato una consistente perdita della fertilità agronomica dei suoli agrari.
Foto 2. Gravi processi erosivi in un oliveto.

 

Alcuni suoli, diffusamente presenti nei Paesi europei, sono affetti (Van Lynden, 1995) da intensi processi di erosione idrica, stimati in circa 115 milioni di ettari (il 12% del suolo agrario totale europeo) da quella eolica (mappa 1) per 42 milioni di ettari (il 4% del totale) Oldeman et. al. (1991). Nell'intera confederazione Russa, compresa la sezione asiatica, il 15% di tutti i terreni irrigati e il 16% di quelli provenienti dai prosciugamenti naturali e/o artificiali sono gravemente danneggiati (ristagni idrici, salinizzazione, erosione), ciò è stato causato soprattutto da una inadeguata gestione nell'uso dell'acqua (Ministero per la Protezione della Natura della Federazione Russa, 1996). Il problema è ancora più severo nella regione mediterranea, dove l'erosione idrica è dominante; infatti, si registra, per ogni singolo evento piovoso con deflusso, la perdita da 20 a 40 t ha-1 di suolo, con più di 100 t ha-1 per eventi estremi (Morgan, 1992). Il processo è favorito dalle particolari caratteristiche di questa vasta regione, tra cui:

  • pendii ripidi;
  • frequenti piogge torrenziali;
  • riduzione del manto erboso ad opera di attività agricole intensive e sfruttamento eccessivo del pascolo, l'introduzione di piantagioni arboree da legno, gli incendi e le altre trasformazioni (sviluppo industriale ed urbano);
  • abbondanza di suoli suscettibili ai processi erosivi;
  • periodi piovosi in corrispondenza di scarsa o assente copertura erbacea;
  • riduzione di pratiche agricole estensive sostenibili;
  • abbandono dei terreni a causa di progressivi cambiamenti socio­economici (desertificazione).

A causa delle precarie condizioni del suolo, l'erosione idrica è diventata irreversibile in alcune aree mediterranee (Rubio, 1987; Sanroque, 1987; Van Lynden, 1995) ma è anche rilevante in altre aree dell'Europa (Irlanda, Islanda, la Federazione Russa), dove la combinazione di diversi fattori come il clima, le condizioni del suolo e le pratiche agronomiche, favoriscono le perdite di suolo fertile. In Irlanda l'eccessivo sfruttamento del pascolo in terreni a prevalente composizione torbosa ha determinato il verificarsi di processi erosivi soprattutto in corrispondenza dei periodi con intensa piovosità e frequente ventosità. In Islanda la quasi completa distruzione delle foreste nel recente passato, accompagnata da un esagerato sfruttamento dei pascoli sui pendii vulcanici, ha determinato diffusi processi di erosione del suolo anche al di fuori dei periodi piovosi, o della costante presenza di forti raffiche di vento e di inondazioni originate dallo scioglimento dei ghiacciai durante le eruzioni vulcaniche. Vaste aree del Paese sono state devastate dall'erosione del suolo.

La suscettibilità del suolo all'erosione eolica è determinata da fattori simili a quelli dell'erosione idrica (Prendergast, 1983). In più, l'erosione eolica è stata favorita dalle condizioni di rapido ed eccessivo prosciugamento delle terre emerse (Van Lynden, 1995). In Europa l'erosione eolica ha determinato soprattutto la perdita dello strato superficiale del terreno (Van Lynden, 1995). La distribuzione dell'erosione eolica in Europa spiega che i fattori fisici (il clima in particolare) possono essere più determinanti dell'azione antropica, che più in generale domina l'erosione idrica. I diffusi fenomeni di erosione eolica nell'Europa sud­orientale, particolarmente nella pianura russa, rappresentano il risultato della combinazione di un clima continentale asciutto e di suoli con caratteristiche fisico chimiche molto vulnerabili, accompagnata all'irrazionale impiego delle pratiche agronomiche (Karavaveva, 1991). Inoltre, l'erosione eolica ha provocato anche sensibili problemi in alcune zone coltivate della Lapponia, dove i suoli particolarmente fragili sono parzialmente influenzati anche dalle attività antropiche, tra cui l'eccessivo sfruttamento del pascolo ad opera di greggi di renne, selvicoltura e turismo incontrollato.
Foto 3. La perdita di sedimenti è riscontrabile in numerose aree d'Europa dopo periodi piovosi come conseguenza diretta dell'erosione del suolo.

L'erosione eolica può anche determinare alcuni effetti indiretti, tra cui:

  • la copertura di terreni coltivabili in prossimità di aree erose;
  • la contaminazione delle acque sotto-superficiali e sotterranee da parte di sedimenti e sostanze chimiche (fertilizzanti e pesticidi);
  • il peggioramento qualitativo delle falde acquifere sotterranee;
  • il deposito di materiale eroso nei letti dei fiumi, laghi e bacini artificiali, contribuendo alle possibilità di inondazioni e di brusche variazioni nei valori del pH dell'acqua, a danno della fauna;
  • l'eutrofizzazione di ecosistemi adiacenti;
  • il danneggiamento di infrastrutture come strade, ferrovie e aree con attività produttive collaterali.
Foto 4. Le tecniche di lavorazione convenzionale incentivano l'erosione del suolo e il deflusso delle acque.

 

Le principali cause dell'erosione idrica ed eolica in Europa sono riassumibili:

Intensificazione agraria

Le pratiche agricole irrazionali su terreni con eccessiva pendenza e la mancanza di misure di controllo dell'erosione, a cui si aggiungono i sistemi colturali che lasciano il terreno senza copertura durante la stagione delle piogge, i sistemi d'irrigazione inefficienti, la bruciatura dei residui colturali e le monosuccessioni, non proteggono il suolo e contribuiscono ad aumentare i tassi di erosione. Il controllo meccanico delle infestanti, in particolare su terreni accidentati, provoca il continuo distacco dello strato superficiale e il trasporto dei sedimenti. L'impiego di macchine operatrici convenzionali con elevato peso per asse (>6 t), contribuisce al verificarsi di diffusi fenomeni di compattamento del suolo, con incremento della predisposizione del suolo ai processi erosivi. La concimazione irrazionale ed anche la semina in condizioni di scarsa umidità del terreno può favorire i processi di deterioramento della struttura e quindi un incremento della suscettibilità all'erosione. Un eccessivo sfruttamento del pascolo può accelerare i processi erosivi, determinando nell'immediato una riduzione della vegetazione protettiva e di conseguenza il contenuto di materiale organico presente nel suolo. In Scandinavia le convenzionali arature autunnali hanno incrementato sensibilmente il rischio d'erosione, in particolare durante i periodi con abbondanti precipitazioni ed in corrispondenza dello scioglimento delle nevi.

Abbandono agrario

L'abbandono dei terreni seminativi su superfici accidentate e di natura fragile, a seguito di uno smoderato sfruttamento dei pascoli, ha provocato gravi processi erosivi. In particolare, si registrano incrementi esponenziali dei processi erosivi dopo il cedimento dei terrazzi. Infatti, molte aree a colture estensive della regione Mediterranea sono state colpite dall'abbandono per la marginalità dei profitti derivanti dalle attività agricole (Sanroque, 1987; Rubio, 1995).

Disboscamento

Il disboscamento incontrollato ha determinato l'alterazione di alcune principali proprietà del suolo (contenuto in sostanza organica, permeabilità, ecc.) e ha ridotto notevolmente la protezione del suolo esercitata dalla vegetazione. Queste variazioni a volte possono contribuire ed aumentare il rischio di erosione del suolo. Anche gli incendi boschivi sono responsabili della perdita di vegetazione, che si trasforma in erosione del suolo in molte aree europee, localizzate principalmente nella regione mediterranea.

Alterazioni fisico-chimiche dei suoli-agrari

Lo sfruttamento delle miniere, delle aree a cava, il conseguente ripristino di questi terreni può causare erosione del suolo, per la distruzione della copertura vegetale e per la modifica dell'originaria topografia dei luoghi e della stratificazione superficiale del suolo.

Espansione industriale ed urbana

L'espansione industriale ed urbana può condurre all'erosione del suolo maggiormente attraverso la distruzione della copertura vegetale; come pure alcuni inadeguati progetti di strade ed altre infrastrutture hanno deturpato irreversibilmente il territorio ed il paesaggio circostante.

Altre forme di degradazione del suolo

Perdita di sostanza organica

La qualità del suolo è strettamente correlata al contenuto di sostanza organica, valore che ha fatto registrare negli ultimi anni progressivi seppur minime diminuzioni sino a raggiungere, in alcuni casi, i livelli agronomicamente critici, risentendo innanzitutto delle variazioni apportate nella gestione delle tecniche di coltivazione. Ad eccezione delle aree in cui ancora si dispone di abbondanti quantitativi di letame, la sostanza organica contenuta in molti suoli d'Europa sta progressivamente diminuendo prevalentemente a seguito dell'adozione di pratiche agricole intensive. C'è molta preoccupazione sulla diminuzione del contenuto di sostanza organica al di sotto dei livelli necessari per mantenere un suolo stabile e fertile, sebbene l'evidenza di tali livelli critici sia equivoca, soprattutto in relazione agli alterni andamenti termo-pluviometrici.

Consolidamento, ristagni idrici e declino della struttura del suolo

La perdita di sostanza organica e la conseguente perdita di struttura del suolo minacciano profondamente le caratteristiche del suolo. Questa è la forma di degradazione fisica più diffusa in Europa e comprende circa il 90% dell'area totale affetta in diverse forme e stadi evolutivi (Van Lynden, 1995). E' indotta dall'impiego frequente di macchine pesanti su suoli a bassa stabilità strutturale, ma anche dallo sfruttamento dei pascoli e dall'eccessivo carico di capi di bestiame per unità di superficie. Il consolidamento riguarda prevalentemente gli strati superficiali del terreno, dove influenza negativamente la capacità di sviluppo e la crescita delle piante, mentre negli strati più profondi provoca cambiamenti irreversibili nella struttura del suolo (Van Lynden, 1995).

I ristagni idrici sono anche il risultato delle inondazioni provocate dai fiumi, dall'innalzamento del livello della falda dopo l'irrigazione che se incontrollata rispetto all'effettiva capacità di infiltrazione del suolo provoca seri danni. A tutto questo chiaramente contribuisce l'attività antropica, come si è verificato in Russia settentrionale o nella bassa valle del Danubio, oppure può essere causata da fenomeni accidentali ed eccezionali. L'instaurarsi di tali fenomeni porta frequentemente al declino della struttura del suolo. La Fig. n.4 riporta gravi processi di erosione, per estensione ed intensità, diffusamente presenti in Europa.

 

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Cosa propone l'agricoltura conservativa?

Innanzitutto l'agricoltura conservativa propone l'introduzione di nuove scelte tecniche e l'adozione di alcune pratiche agronomiche tra cui la semina diretta, le lavorazioni minime e ridotte, la gestione integrata della concimazione e del diserbo. Il suolo deve essere lasciato possibilmente coperto dalla fase di raccolta sino alla semina successiva, fatta eccezione per l'eventuale intervento di fertilizzazione e diserbo. La semina dev'essere eseguita con apposite seminatrici dotate di elementi a dischi, falcioni o scalpelli ed appositi erpici. Il controllo delle infestanti dev'essere eseguito prima della semina con erbicidi ad azione di contatto e residuale a basso impatto ambientale. Se necessario possono essere impiegate alcune colture idonee a garantire un controllo per la gestione integrata delle infestanti. Questa tecnica rappresenta la migliore soluzione per l'ambiente in cui vengono coltivate le specie annuali.

Coltivazione su solchi (ridge-till)

Il suolo non viene modificato dopo la raccolta sino alla successiva semina ad eccezione per l'eventuale distribuzione del fertilizzante di fondo. Il letto di semina è preparato su solchi mediante appositi elementi lavoranti, rigidi, flessibili o a dischi. I residui della coltura precedente vengono rilasciati in superficie e tra i solchi. Il controllo delle infestanti è eseguito con appositi erbicidi sistemici. I solchi costituiti prima della semina vengono ripristinati durante la coltivazione per garantire le identiche condizioni di crescita e sviluppo della specie coltivata.

Coltivazione su residui colturali/concimazione ridotta/coltivazione minima
Il terreno è preparato prima della semina con l'impiego di speciali attrezzature provviste contemporaneamente di elementi rigidi, dischi, erpici fissi e/o rotanti e rulli. Il controllo delle specie infestanti avviene mediante la distribuzione di erbicidi ad azione sistemica con effetto residuale. Nella "semina diretta", il suolo non viene lavorato, se non in alcuni determinati casi, immediatamente dopo la raccolta per incorporare parzialmente i residui colturali e favorire la germinazione dei semi delle specie infestanti ed anche per garantire una uniforme copertura del suolo durante il periodo intercorrente tra il raccolto e la semina successiva; il controllo chimico con erbicidi a basso impatto ambientale e la successiva semina in un solo passaggio avviene con apposite seminatrici, fornite di appositi elementi distributori indipendenti.
Foto 7. Le attrezzature agricole devono essere riviste per implementare correttamente le tecniche conservative.

 

Colture di copertura
Consiste nella semina di alcune specie o nella gestione controllata della vegetazione spontanea, tra file di alberi o nel periodo di tempo intercorrente tra due colture annuali in successione, quale tecnica agronomica di prevenzione dei processi di erosione del suolo e per gestire in modo razionale la flora infestante. Le coltivazioni di copertura prevedono generalmente l'applicazione di erbicidi sistemici ad azione residuale a basso impatto ambientale.

Foto 5&6. I residui colturali e le colture di copertura proteggono il suolo dall'erosione idrica ed eolica con effetti benefici per l'ambiente.

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Prima relazione dell'ECAF (1999). Agricoltura conservativa in Europa


Foto 8. La prima pubblicazione dell'ECAF.

Sommario esecutivo
C'è un'ovvia interdipendenza tra agricoltura ed ambiente. Infatti nell'Unione Europea il 50,5% del territorio totale è agricolo e il 27,9% è boschivo. Nell'ultimo decennio la Politica Agricola Comunitaria (PAC) dell'Unione Europea ha favorito la modernizzazione agricola, nonostante fosse accompagnata da effetti dannosi per l'ambiente. Infatti, l'agricoltura convenzionale, caratterizzata dall'incendio e/o dalla rimozione dei residui colturali e da pratiche colturali intensive, è ancora diffusamente praticata in Europa e procura considerevoli effetti negativi sull'erosione e la degradazione del suolo, sulla fertilità del suolo, sulla contaminazione delle acque da sedimenti di varia natura (concimi e pesticidi), sulla qualità dell'aria e sul clima globale, sulla biodiversità e sul paesaggio. In Europa, la degradazione e l'erosione del suolo sono probabilmente i più gravi problemi ambientali provocati dall'agricoltura convenzionale, colpiscono seriamente circa 157 Milioni di ettari (il 16% dell'Europa, circa tre volte la superficie totale della Francia). I tassi medi di erosione del suolo in Europa (17 t ha-1 anno-1) superano notevolmente il tasso medio della formazione del suolo (1 t ha-1 anno-1). La maggior parte dei Paesi della Comunità Europea è colpita da questo grave problema in aree molto suscettibili e particolarmente estese. Nell'area mediterranea, l'erosione del suolo è particolarmente grave ed in alcune zone riguarda il 50% - 70% dei terreni agricoli, con intensità variabile dal moderato al grave irreversibile. L'evoluzione dell'agricoltura convenzionale (con l'intensificarsi della potenza delle macchine operatrici e delle tecniche di lavorazione profonda, in particolare l'aratura) in oltre 50 anni ha contribuito notevolmente a questo fenomeno, aumentando i rischi di degradazione e conseguente desertificazione in vaste aree particolarmente vulnerabili. Il problema dell'erosione ha una forte incidenza economica sui terreni ad uso agricolo e sulle infrastrutture civili e pubbliche circostanti. Alcuni studi specifici indicano che i danni provocati dall'erosione aumentano i costi della produzione agricola di circa il 25% ogni anno (53 EURO ha-1 anno-1). Inoltre, se i costi interni ed esterni sono combinati, i costi totali dell'erosione causati dall'agricoltura possono essere stimati in circa 85,5 EURO ha-1 anno-1.

La qualità delle acque è seriamente compromessa nelle aree dove viene praticata regolarmente l'agricoltura convenzionale. I sedimenti del suolo trasportati dai terreni agricoli erosi, sono i componenti che di gran lunga contaminano le acque superficiali. Di contro, i sistemi che adottano tecniche agronomiche conservative riducono ed a volte annullano i processi di erosione del suolo (>90% per semina diretta/non­concimazione), mediante l'adozione di pratiche conservative atte a migliorare significativamente la qualità delle acque superficiali riducendo i fenomeni di trasporto dei sedimenti. Inoltre, è stata riscontrata una riduzione nelle acque di deflusso di circa il 70% degli erbicidi e del 69% delle torbide, rispetto all'aratura convenzionale. Il tutto in un ampio contesto dell'applicazione di strategie di gestione mirate al miglioramento della qualità delle acque. L'agricoltura convenzionale, letteralmente bruciatura dei residui colturali e aratura del suolo, determina emissioni dirette di ulteriore CO2 nell'atmosfera e riduce la presenza di CO2 nel suolo, per cui determina una diminuzione del contenuto della sostanza organica nel suolo e contribuisce significativamente al riscaldamento globale della terra. Storicamente, la coltura intensiva dei suoli agricoli ha condotto a perdite sostanziali di C che variano dal 30% al 50%. All'opposto, l'agricoltura conservativa (senza aratura) ha contrastato significativamente questi effetti. Nell'agricoltura convenzionale la biodiversità è ridotta in quanto il suolo spoglio per un lungo periodo di tempo non fornisce cibo e riparo per la fauna. Mentre, nei sistemi di produzione che prevedono il rilascio dei residui colturali sulla superficie, si offre un valido strumento gestionale per aiutare molte forme di vita selvatica (uccelli, piccoli mammiferi e rettili) permettendo lo sviluppo e la crescita rigogliosa in aree a prevalente attività agricola.


Foto 9. I sistemi colturali che assicurano un abbondante rilascio di residui dopo la raccolta, contribuiscono alla protezione ed alla vita dell'avifauna.

L'agricoltura conservativa si riferisce a numerose pratiche che permettono di gestire i suoli per uso agrario, senza alterarne la composizione, la struttura e la biodiversità naturale e quindi consentire la difesa dall'erosione e dalla degradazione. Tra queste pratiche è inclusa la semina diretta/non aratura, l'aratura ridotta/aratura minima, la gestione dei residui colturali e la copertura del suolo in coltivazioni arboree da legno perenni (inclusa la gestione controllata della vegetazione spontanea o la semina di specie idonee ed appropriate alle finalità specifiche dell'agricoltura conservativa). Generalmente, con l'agricoltura conservativa il suolo viene protetto dall'erosione, generata normalmente dalle piogge e dal conseguente deflusso delle acque; gli aggregati del suolo, la sostanza organica e il livello naturale di fertilità agronomica, rappresentano un minore potenziale di contaminazione delle acque superficiali; contestualmente le emissioni di CO2 nell'atmosfera vengono ridotte e la biodiversità inalterata.

Il bilancio economico dell'applicazione delle tecniche agricole conservative rappresenta un altro importante fattore da non sottovalutare. Nell'agricoltura convenzionale, le operazioni di coltivazione richiedono investimenti considerevoli in macchine e personale, in combustibili fossili e tempi di lavoro, a confronto delle tecniche previste dall'adozione dell'agricoltura conservativa e specialmente se riferita all'introduzione di tecniche innovative tra cui la semina diretta. Per esempio, in una piantagione di olivo senza aratura è stato stimato un risparmio di carburante da 60 a 80 l ha-1 circa e in colture annuali di circa 31,5 l ha-1 rispetto al sistema convenzionale di aratura e lavorazioni conseguenti. Ge neralmente, l'agricoltura conservativa riduce il consumo di energia nelle operazioni di tecniche agronomiche del 15­50% e aumenta la produttività energetica, che rappresenta il profitto produttivo per l'energia impiegata del 25­100%. Nel recente passato in tutto il mondo sono stati affrontati diversi studi e ricerche che hanno fornito un valido contributo di progressi scientifici e tecnologici per sostenere gli aspetti ambientali nell'adottare pratiche riconducibili all'agricoltura conservativa. Negli ultimi dieci anni l'agricoltura conservativa si è diffusa in modo considerevole in molti Paesi (USA, Canada, Brasile, Argentina, ecc.), in misura molto ridotta in Europa. Pertanto l'Unione Europea ha una grande necessità di invertire e adeguare le tecniche agronomiche in quanto da una parte viene danneggiato il suolo (tecnica convenzionale) e dall'altra si richiede di preservare, o addirittura "rigenerare" il suolo (conservatrice).

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L'erosione del suolo in relazione alla produttività e alla qualitá del suolo

Questa nota, inserita in una serie di note tecniche relative agli effetti della gestione del terreno nei confronti della qualità del suolo, rappresenta una base informativa generale e affronta le necessità di introdurre e applicare tecniche agronomiche conservative.

L'erosione è stata a lungo considerata dannosa per la produttività del suolo. E' la base per valutare la perdita di fertilità agronomica del suolo. Nella maggior parte dei suoli se l'erosione perdura da molti secoli, come quella registrata ai livelli attuali, presume un incremento considerevole nella perdita della produttività (2). Le perdite di produttività del terreno a coltura e a pascolo dovute all'erosione negli Stati Uniti ammontano a 27 miliardi di dollari con ulteriori 17 miliardi di dollari per danni esterni che vengono stimati in circa 400 miliardi di dollari per anno (1). La formazione del suolo è un processo molto lento. Il risultato più evidente è che la maggior parte dei suoli non può rigenerare la superficie erosa mentre l'erosione continua a degradare il suolo. Lo sviluppo in una zona favorevole alla crescita delle piante con l'esposizione prevalente della roccia madre è molto più lenta rispetto allo sviluppo dell'orizzonte superficiale. Alcune stime hanno valutato un tasso di rinnovo di 1,1 t ha-1 per materiali d'origine non consolidata e molto meno per materiali consolidati (3). Questi tassi di rinnovamento così lenti confermano la teoria secondo cui l'erosione è un processo molto rapido.

Molti studi spiegano l'impatto negativo dell'erosione del suolo sulla produttività dei terreni coltivati. In Indiana (USA) sono state allestite tre ricerche per comparare la crescita delle colture su diverse (per entità e intensità) fasi dell'erosione di tre suoli; le rese di granella di mais su suoli gravemente erosi sono state inferiori dal 9% al 34% rispetto a quelle registrate su suoli leggermente erosi; parimenti per le produzioni granellari di soia che sono risultate inferiori dal 14% al 29% (Tabella 1).

Pertanto, il quesito più frequente sta nell'individuare le ragioni possibili per cui l'erosione degrada i suoli e riduce la produzione delle colture. La perdita di sostanza organica, risultante dall'erosione e dal dissodamento è una delle cause primarie per la riduzione della produttività agricola.

 
Tabella 1. Perdite produttive di mais e soia coltivati in suoli gravemente erosi, a confronto con suoli lievemente erosi, in tre ricerche condotte in Indiana (USA).

 

Tabella 2. Valori medi del contenuto di argilla, sostanza organica e fosforo nello strato superficiale (0-6 cm) in tre fasi dell'erosione dei suoli di Corwin, Miami e Morlay in Indiana nel 1981.

 

Tabella 3. Acqua totale potenziale disponibile per pianta nel profilo dei suoli tipo Corwin, Miami e Morlay, da ricerche condotte in Indiana nel 1982.

Quando la sostanza organica diminuisce, i suoli aumentano la loro instabilità, diminuiscono la loro capacità di trattenere umidità ed infine diminuisce la capacità di scambiare cationi. Nello studio affrontato in Indiana (4), i livelli di sostanza organica e di fosforo erano sempre inferiori nei terreni più erosi e i contenuti di argilla erano generalmente superiori nei primi 15 cm di suolo affetto da gravi processi erosivi, rispetto al suolo leggermente eroso (Tabella 2). In più, i campionamenti effettuati nel 1982 hanno dimostrato che l'acqua potenzialmente disponibile per pianta era scesa dal 50 al 75% nella fase gravemente erosa, a confronto della moderatamente erosa (Tabella 3). Questi risultati non riguardano solo l'Indiana. Studi condotti nel centro e nell'ovest hanno calcolato produzioni significativamente più basse nei suoli gravemente erosi (Tabella 4). Le variazioni registrate nella capacità di trattenere l'acqua disponibile, lo spessore superficiale, la percentuale di argilla, la percentuale di sostanza organica, erano spiegazioni comuni per la riduzione delle produzioni. Le precipitazioni sono un altro fattore significativo nel determinare l'effetto dell'erosione sulla produttività. Con la giusta umidità, alcuni ricercatori non riscontrarono differenze di produzione tra suoli leggermente e gravemente erosi (vedere i risultati indicati nella Tabella 4) . L'impatto dell'erosione sulla produttività dipende anche dal tipo e dalla forma del suolo, dal suo aspetto e dalla posizione orografica. Riassumendo, l'erosione del suolo può avere un impatto significativamente negativo sulle produzioni, specialmente negli anni durante i quali le condizioni atmosferiche sono sfavorevoli. Continuando, l'erosione del suolo accelera anche la degradazione; una scarsa qualità del suolo si riflette sulla diminuzione di sostanza organica, sulla stabilità di aggregazione, nel livello di fosforo, nel livello potenziale pianificato di acqua disponibile. Il risultato netto è una diminuzione della produttività del suolo. Sebbene questi studi abbiano considerato solo l'erosione idrica, una degradazione del suolo simile e la perdita di produttività può essere provocata anche dall'erosione eolica.

 

Riferimenti bibliografici:

1. Jones, A.J.R. and D.R. Huggins. 1997. Soil erosion and productivity research. 5-A regional approach. Am J of Alter agri (12); 185 ­ 192.

2. McCormack, D.E., K.K. Young, and L.W. Kimberlin, 1981. Technical and societal implications of soil loss tolerance. In R.P.C. Morgan (ed.) Soil Conservation, Problems and Prospects, John Wiley & Sons, New York, NY.

3. McCormack, D.E., K.K. Young, and L.W. Kimberlin, 1979. Current criteria for determining soil tolerance. In Determinants of Soil Loss Tolerance. Am Soc of Agron. Madison. WI.

4. Schertz, D.L. 1985. Field evaluation of the effect of soil erosion on crop productivity. Ph. D. Thesis, agronomy Dept., Purdue University.

5. Schertz, D.L., W.C. Moldenhauer, S.J. Livingston, G.A. Weesiers, and E.A. Hintz. 1989.Effect of past soil erosion on crop productivity in Indiana. J. Soil and Water Conserv. 44 (6): 604-608.

6. Weesies, G.A., S.J. Livingston, W.D. Hosteler, and D.L. Schertz. 1994. Effect of soil erosion on crop yield in Indiana: results of a 10-year study. J. Soil and Water Conserv.. 49 (6): 597-600.

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